See you Dead

Questo è il mio tumblr.... se quello che trovi non è di tuo gradimento puoi andare a farti fottere altrove

Nov 4

Comments (View)

Comments (View)
“ho trovato la soluzione per mettere d’accordo sia quelli che vogliono qualcosa appeso al muro delle classi sia quelli che non ci vogliono il crocifisso.
Appendiamo un Emo in ogni classe.
Esprime comunque sofferenza e pietà, ma non è il crocifisso”
PAZ83 su FB (via imod) (via hardcorejudas) (via lollodj)

Comments (View)
Nov 3

Comments (View)
“Abbiamo rischiato una rivolta perché il negro ha visto tutto. Un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto…”. Parole dal carcere di Castrogno a Teramo, parole registrate all’interno di uno degli uffici degli agenti di polizia penitenziaria. Frasi spaventose impresse in un nastro. Ora questo audio è nelle mani della Procura della Repubblica di Teramo che ha aperto un’inchiesta sulla vicenda. Sono parole che raccontano di un “pestaggio” ai danni di un detenuto, quasi come fosse la “prassi”, un episodio che rientra nella “normalità” della gestione del penitenziario. Un concitato dialogo tra un superiore e un agente che svelerebbe un gravissimo retroscena all’interno di un carcere già alle prese con carenze di organico e difficoltà strutturali.
[…]”

Via Repubblica

ASCOLTA L’AUDIO

(via curiositasmundi)(via dottorcarlo)(via emmanuelnegro)

(via hardcorejudas)


Comments (View)

hardcorejudas:

emmanuelnegro:

hneeta:

cappuccettorozzo:

Caso Cucchi, svolta nell’inchiesta. A picchiare il ragazzo sarebbe stato lo stesso sasso che ha ucciso Carlo Giuliani e che ha deviato il proiettile di Spaccarotella.

- Luttazziblog

Aggiungerei…su cui è caduto Aldrovandi


Comments (View)
“Con te, ce l’ho, uomo della strada,
te che dici che insomma, la droga ce l’aveva, che era lì per un motivo, che se aveva precedenti non era un santo.
Te, che devon prenderti mentre vai a travoni la sera sul provinciale, che non fai lo scontrino, che parcheggi in divieto e poi non paghi la multa,
che devon prenderti e portarti in caserma per una cazzata.
E che da quella caserma devi uscire con il volto devastato, l’occhio destro rientrato nell’orbita, l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia e la mascella destra con un solco verticale, segno di una frattura.
E un attimo prima di aver la consapevolezza che da lì uscirai solo coi piedi avanti, di pensare che allora quelle storie lì eran vere
e non eran neanche un po’ giuste nè giustificabili…”
Sapu (via cornerlist) (via ze-violet) (via emmanuelnegro) (via hardcorejudas)

Comments (View)
Oct 27
“Ecco l’ultima perla che il caso Marrazzo ci regala. Dunque apprendiamo che il nostro beneamato premier aveva saputo del video, del ricatto, eccetera. Da ottimo consulente di cose giudiziarie e private, aveva detto a Marrazzo: “I miei giornali non la pubblicheranno. Tu vai a Milano, e ricomprati il video”. Il piano non si è chiuso solo perché il solito magistrato rompiscatole si è attenuto a principi desueti come il rispetto della legge e l’obbligatorietà dell’opposizione.

Ancora una volta c’è da stupirsi di come i giornali riportano con un tono apparentemente bonario e senza nessun commento questa notizia. Così scopriamo che due autorità pubbliche, un presidente di regione e un presidente del Consiglio, di fronte ad un ricatto, non sono nemmeno sfiorati dall’idea di rivolgersi alle autorità giudiziarie, a un magistrato, o a un poliziotto. Non gli passa proprio per la testa.”

Nelle mani di Silvio (via dottorcarlo) (via cosmicdebris)

Aggiungo un’altra cosa: nessuno ha detto che Marrazzo, al di la del ricatto, sarebbe stato un politico finito in ogni caso. In Italia se dichiari pubblicamente che le tue abitudini sessuali non sono standard, sei finito agli occhi dell’opinione pubblica. Se fai le orge con 15 puttanelle sei un macho, sei vai a trans sei un abominio. Questa è la verità.

Non è difficile capire per quale motivo Marrazzo abbia provato a nascondere la faccenda.

(via unblasfemo)

(via emmanuelnegro) (via hardcorejudas)


Comments (View)
Oct 26

Comments (View)
Oct 23

hardcorejudas:

emmanuelnegro:

ianinja:

« Qui ad Atene noi facciamo così. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende la proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così. Ci è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così »

- da un discorso di Pericle* che Paolo Rossi avrebbe voluto recitare a Domenica In nel 2003. I produttori gli proposero di partecipare al programma senza pronunciare il discorso; Rossi non accettò.

* (La guerra del peloponneso - Tucidide)


Comments (View)
Oct 21
“Le 2.16 è il primo orario critico della notte. Sega o dolcetto? Poi vengono le 3.07 dove dici letto. Alle 4.21 ti convinci che puoi arrivare a domani senza dormire. A quel punto il panico ti manda a letto e ti sei scordato di farti la pippa delle 2.16.”

(via spaam)

vedo che non sono l’unico ad avere insane abitudini…

(via lollodj)


Comments (View)
“Fra le altre cose, vivere ai confini dell’impero significa vivere in un posto dove non arriva l’adsl, la copertura umts, gprs, spqr ed altre sigle a caso che vi vengono in mente. Arriva giusto il temporale, molto più spesso di quanto uno vorrebbe.” controkarma (via lollodj)

Comments (View)

Comments (View)
Page 1 of 34